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Lèggi e ascolta l’antologia scritta e parlata

 

Presentazione

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Questa minima antologia con trascrizioni fonetiche interlineari com­prende ottanta testi. I primi settantasei offrono una traccia di qualcosa che potrebbe somigliare a una storia controluce della nostra letteratura, ma con soste imprevedute e con salti improvvisi. Sono tutti naturalmente in lingua italiana e si vedono disposti in ordine cronologico dal secolo XIII al XX; esclusi per principio gli autori viventi.

Dopo di essi viene in quattro testi diversi la favola esopica del vento e del sole. I quattro consistono nell’originale greco in edizione critica, nella versione latina curata modernamente da un filologo, e in due moderne versioni italiane, una più letterale e una meno. Tutti questi testi rientrano nell’illustrazione della pronunzia italiana in senso largo, in quanto anche del greco antico e del latino è proposta, con le trascrizioni fonetiche, una lettura coerente al tradizionale modo italiano di lèggere le lingue classiche. La stessa favola d’Esopo ricompare nel volume II del presente «Dizionario», anche lì nell’«Antologia scritta e trascritta», con un numero assai più alto di versioni nelle lingue straniere moderne.

La scelta dei testi italiani non implica alcun giudizio di preferenza per ragioni linguistiche o estetiche o di contenuto; è ispirata soprattutto al criterio della varietà. Ci sono testi di tutti i secoli e di quasi tutte le regioni; ci sono accanto ai prosastici i poetici, accanto ai seri i faceti e i privi di senso, accanto ai letterari i documentari, accanto agli individuali i collettivi e gli anonimi. Un buon terzo contengono giudizi e osservazioni sul parlare e lo scrivere in generale, o in ispecie sul corretto parlare e scrivere italiano. Tre dei testi offrono saggi di scritture ortoepiche che in forme e momenti diversi i loro autori proposero come un perfezionamento dell’orto­grafia comune (Salvini, 1728; Sailer, 1869; Stoppani, 1890).

I testi anteriori all’Ottocento, dove non sia detto diversamente, sono riprodotti secondo la lezione di moderne edizioni critiche; sicché la loro ortografia e la loro punteggiatura possono non corrispondere, in qualche particolare, agli usi del loro tempo. In tutti i testi, poi, le distinzioni grafiche tra u e v, e anche tra é e è, sono state livellate all’uso moderno.

Le trascrizioni fonetiche fanno corrispondere ai testi italiani la pronun­zia che, voce per voce, è registrata nel «Dizionario» come l’unica o come la prima; e che può in qualche particolare essere diversa dalla pronunzia eventualmente conosciuta come personale di un dato autore o come propria del suo secolo e del suo ambiente.

Quanto alla fonetica sintattica, il raddop­piamento della consonante iniziale, richiesto o dalla stessa natura di questa o dalla parola che vien prima, è segnato tutte le volte che la consonante non si trovi sùbito dopo un segno d’interpunzione oppure in principio di verso (es.: e cadere [e kkad%re]; che mormora [ke mm1rmora]; e invece: e, per quanto fastidiosi [e, per kU#nto faStidL1Si]); che, durante la rappresentazione [ke, dur#nte la rappre@entaZZL1ne]. Valgono gli stessi limiti per l’assimilazione della nasale finale al punto d’articolazione della consonante iniziale seguente. E s’intende che la pronunzia effettiva, adeguandosi al ritmo impresso alla frase da chi parla, si può discostare in più d’un caso da queste regole convenzionali. L’accento tonico della parola è segnato tutte le volte che si conservi anche nella frase almeno come accento secon­dario, secondo la lettura che della frase viene proposta (es.: andò al Sepolcro [and0 al Sep1lkro]; e invece: andò in guerra [andq ij gU$rra]).

Le note messe di séguito ad alcuni dei testi si riferiscono a poche singolarità linguistiche o d’altro genere di cui perlopiù non si troverebbe la spiegazione nei luoghi opportuni del «Dizionario».

L’ultimo testo è la favola esopica del vento e del sole, che l’Associazione fonetica internazionale usa proporre, da molti anni, come base comune per saggi di trascrizioni fonetiche in lingue e dialetti diversi. Sette delle ventidue trascrizioni (una delle italiane, la francese, la spagnola, la portoghese, l’inglese, la tedesca, la polacca) ne riproducono altrettante già comparse in «The principles of the International phonetic association», che dall’alfabeto di questa sono state riversate nell’alfabeto fonetico del presente «Dizionario» e completate con la ricostruzione del testo in ortografia comune; altre tredici (catalana, ceca, danese, friulana, giapponese, greca moderna, latina, neerlandese, serbocroata, slovena, svedese, turca, ungherese) erano state pubblicate sparsamente nella rivista della stessa Associazione, «Le maître phonétique» e poi «Journal of the International phonetic association», già accompagnate dai rispettivi testi in ortografia comune. Per il greco antico è presentato il testo critico d’Esopo. Fra i due testi greci e le rispettive trascrizioni fonetiche è inter­posta la traslitterazione secondo le regole osservate in questo «Dizionario». La pronunzia data per il greco antico e per il latino è quella scolastica seguìta dal «Dizionario»; e anche alle trascrizioni delle altre lingue, attinte nella sostanza alle fonti già indicate, è stato apportato qua e là qualche ritocco in modo da adeguarle ai criteri applicati nel registrare la pronunzia delle singole voci.

   

DOP

Redatto in origine da
Bruno Migliorini
Carlo Tagliavini
Piero Fiorelli

 

Riveduto, aggiornato, accresciuto da
Piero Fiorelli
e Tommaso Francesco Bórri

 

Versione multimediale ideata e diretta da
Renato Parascandolo